Rapporto Clusit 2024: l’Italia la più colpita dell’UE

da | Mar 25, 2024 | Analisi Malware, News

Il rapporto Clusit 2024 ha rivelato un continuo aumento degli attacchi informatici sia a livello globale che nel panorama italiano. Dal 2018 al 2023 gli attacchi sono cresciuti complessivamente del 79%. Vediamo nei dettagli la situazione e le tendenze principali.

Analisi dei principali attacchi informatici a livello globale

Il rapporto Clusit 2024, presentato ufficialmente in apertura del Security Summit il 19 marzo 2024, ha rivelato che, a livello globale, il 2023 ha registrato 2.779 incidenti gravi di successo che hanno superato le difese, con una percentuale di crescita del 12% rispetto al 2022.

Al mese è stata registrata una media di 232 attacchi, mentre il picco si è verificato nel mese di aprile (ben 270 attacchi). Un dato preoccupante è il seguente: nell’81% dei casi, secondo la scala di severity, la gravità degli attacchi è stata elevata o critica. Considerando che questo dato racchiude solo gli attacchi andati a buon fine, capiamo che negli ultimi anni sia avvenuto un cambiamento importante nella cyber-insicurezza, che permette agli attaccanti di eludere le contromisure adottate dai difensori.

Il cybercrime continua a rimanere la motivazione principale degli incidenti (nel 2023 è aumentato del 13,4 % rispetto all’anno precedente). Aumentano poi anche gli attacchi dovuti ad attività di Hacktivism (passando da 84 nel 2022 a 239 nel 2023). Al contrario, fenomeni di Espionage e Information Walfare sembrano essere diminuiti. 

Geografia e tipologia degli attacchi

L’America risulta essere la zona più colpita: ha subito il 44% degli attacchi globali. In Europa, a sua volta, si è registrato il 23% degli attacchi, testimoniando una crescita del 7,5% rispetto allo scorso anno.

Per quanto riguarda le tecniche di attacco, nel 2023 il malware continua ad essere quella più utilizzata dagli attaccanti (sfruttata nel 36% dei casi) ed in particolare il ransomware. A seguire troviamo lo sfruttamento delle vulnerabilità (18%). Le tecniche sconosciute, di cui non sono di pubblico dominio i dettagli riguardo le tecniche adottate, rappresentano un quinto del campione. Di particolare rilevanza l’aumento degli attacchi DDoS, raddoppiati rispetto allo scorso anno. In calo invece il ricorso a Phishing e social engineering e l’utilizzo di tecniche multiple.

Per quanto riguarda le vittime, notiamo un aumento nella categoria Healthcare e Financial/Insurance. Vediamo un aumento anche nei settori Education, Manufacturing (che giunge al suo massimo storico), Transportation/ Storage and Wholesale/ Retail. 

Lo scenario italiano

Nell’attuale scenario, il nostro Paese è sempre più soggetto agli attacchi da parte dei criminali informatici. Secondo i dati del Clusit, l’anno scorso l’11% degli attacchi a livello globale è stato registrato in Italia, rispetto al 7,6% del 2022. Questo rappresenta un aumento del 65% rispetto all’anno precedente. È preoccupante notare che più della metà di questi attacchi, in particolare il 56%, ha avuto conseguenze di gravità critica o elevata.

Analizzando i dati degli ultimi cinque anni, emerge un trend inquietante: oltre il 47% di tutti gli attacchi registrati in Italia dal 2019 si è verificato nel corso del 2023. Gli attacchi nel nostro paese stanno quindi crescendo a un ritmo particolarmente elevato, il che testimonia la volontà dei cyber attaccanti di colpire le vittime italiane, probabilmente perché incapaci di proteggersi in modo adeguato. 

Per saperne di più > (Cyber) Threat Intelligence

Le tendenze principali degli attacchi rivolti all’Italia

La maggioranza degli attacchi noti si riferisce al cybercrime (64% del totale) e a seguire gli attacchi hacktivism, con un aumento del 761% rispetto al 2022. Se nel 2022 si erano verificati 13 eventi, nel 2023 ben 112. Nel nostro Paese non si rilevano in modo significativo attacchi Espionage/ Sabotage o Information Walfare. 

Guardando alle tecniche di attacco, notiamo che la tecnica dominante è rappresentata dagli attacchi DDoS (passati dal 4% del 2022 al 36%), che mirano a interrompere l’operatività di servizio delle vittime. I malware sembrano diminuire rispetto al 2022: si passa da un 53% a un 33%, mentre il phishing rileva un leggero aumento. Le vulnerabilità occupano un 2%, mentre gli attacchi per i quali le tecniche utilizzate non sono di pubblico dominio registrano una decrescita. 

La categoria per cui si rileva un maggior numero di attacchi è Government (19%), seguita da Manufacturing (13%). In particolare la prima ha un incremento del 50% mentre la seconda di un 17% rispetto all’anno precedente.

Per approfondire > Rapporto Clusit 2024

Articoli recenti

Log management: La chiave per la compliance aziendale

Negli ultimi anni, le sfide legate alla sicurezza informatica hanno preso piede nel panorama aziendale, specialmente per le PMI italiane e i rivenditori IT. Secondo recenti studi, il 60% delle piccole e medie imprese ha sperimentato almeno un attacco informatico, con...

Responsabilità condivisa: una minaccia per le aziende

Negli ultimi anni, il phishing via mobile ha assunto connotati allarmanti, con un incremento esponenziale degli attacchi volti a danneggiare le aziende. Recenti statistiche indicano che oltre il 60% delle PMI italiane ha subito attacchi di questo tipo, dimostrando...

Valutazione d’impatto (DPIA): l’approccio risk-based per i DPO

Negli ultimi anni, il mondo delle PMI italiane ha visto un aumento esponenziale delle preoccupazioni riguardanti la privacy dei dati. Con l'entrata in vigore del GDPR, le aziende sono state costrette a rivedere le proprie politiche di gestione dei dati, ma molte di...

Condivisione sicura delle credenziali nei team IT

In un panorama imprenditoriale in continua evoluzione, la necessità di una gestione sicura delle credenziali è diventata cruciale, soprattutto per le PMI italiane e i rivenditori IT. Secondo recenti statistiche, oltre il 70% delle aziende ha subito attacchi...