Siamo arrivati alla conclusione del 2025, un anno che per il network s-mart ha significato sfide importanti e traguardi di grande valore.
Per celebrare questo momento di passaggio, abbiamo intervistato il nostro CEO, Andrea Bettoni, con l’obiettivo di fare il punto su ciò che abbiamo realizzato quest’anno e, soprattutto, di esplorare la visione e gli obiettivi strategici che ci guideranno nel 2026.
Intervista audio a Andrea Bettoni, CEO del network s-mart
Testo dell’intervista
Intervistatore: Buongiorno Andrea, grazie per essere qui. Vorrei partire con un bilancio di questo 2025, per ripercorrere insieme i momenti chiave degli ultimi dodici mesi, ma soprattutto per guardare avanti. Guardando all’anno che sta per concludersi, come ne descriveresti l’andamento per il network s-mart? Quali elementi ritieni più rappresentativi del percorso dell’azienda, sia dal punto di vista della crescita che dell’evoluzione interna?
Andrea Bettoni: Buongiorno! Per rispondere a questa domanda vorrei partire dicendo che, nel network s-mart, fin da quando abbiamo iniziato a distribuire, abbiamo concentrato tutte le nostre energie sulla fidelizzazione dei partner. È stato un approccio vincente, che ci ha permesso di crescere costantemente, ottenendo un tasso di fidelizzazione storicamente elevato, tra l’80 e l’85%, e di consolidare la nostra posizione sul mercato.
Tuttavia, il 2024 ha messo in luce i limiti di questo modello: concentrandoci quasi esclusivamente sul mantenimento dei rivenditori esistenti, abbiamo progressivamente ridotto la capacità di attrarne di nuovi. Contemporaneamente, le nuove soluzioni che abbiamo integrato finivano per essere proposte quasi esclusivamente ai clienti appena entrati.
Il 2025 ha segnato un punto di svolta in questo senso e ci ha portati ad una presa di consapevolezza importante: il nostro modello andava migliorato. Abbiamo quindi intrapreso un lavoro significativo, coinvolgendo tutti, dai soci ai project manager fino ai dipendenti e i risultati sono arrivati. Il 2025 ci ha portato proprio quello che ci mancava: abbiamo rafforzato la capacità di acquisire nuovi partner, senza compromettere il nostro storico punto di forza, la fidelizzazione dei clienti.
Intervistatore: Molto chiaro. Passiamo invece ora ai momenti più significativi del 2025. Ci sono state iniziative, progetti, traguardi che consideri veri e propri highlights e che hanno contribuito a rafforzare il posizionamento dell’azienda all’interno del mercato?
Andrea Bettoni: Se dovessi individuare un momento chiave del 2025, direi senza dubbio l’introduzione dell’intelligenza artificiale in azienda. Si è trattato di un approccio graduale e sperimentale: ogni reparto ha potuto provare, osservare e capire cosa funziona realmente, un percorso che continua ancora oggi. Questo ha trasformato la mentalità interna: oggi i team sono più autonomi, orientati al risultato e capaci di valutare concretamente il valore degli strumenti digitali.
È stato uno degli elementi più determinanti del 2025, perché ha reso l’azienda più pronta a innovare e ha costruito basi solide per la sua evoluzione futura.
Intervistatore: Certo, l’intelligenza artificiale può dare un grande supporto, anche velocizzando molti processi. Parlando invece di risultati,quali successi ritieni siano stati più importanti per consolidare il network s-mart come punto di riferimento nel settore?Secondo te cosa ha funzionato particolarmente bene nel nostro approccio?
Andrea Bettoni: Il nostro approccio verso il Partner non è cambiato molto, essendo un modello che funziona. Quello che è cambiato è stato l’approccio verso il nuovo cliente. Il metodo originario, basato sul contatto a freddo, è stato ripristinato e reso più efficace grazie all’intelligenza artificiale. L’uso di agenti virtuali ha alleggerito attività che prima richiedevano molto tempo agli agenti, come l’invito ai webinar. Per fare un esempio, nell’ultimo evento, oltre il 60% dei partecipanti, ovvero 2 su 3, è arrivato proprio tramite l’avatar commerciale. Questo ha dimostrato che l’AI può rendere più semplice e scalabile l’acquisizione di nuovi partner.
Intervistatore: Certo, e sicuramente ha anche snellito di gran lunga il lavoro dei commerciali. Passiamo alla prossima domanda: essendo s-mart un distributore, la rete di partner rappresenta un elemento centrale del nostro ecosistema. Quanto fondamentali sono i feedback e confronti ricevuti dalla rete?
Andrea Bettoni: I feedback del mercato sono essenziali per qualsiasi azienda. Ovviamente è più efficace offrire ciò che i clienti realmente cercano. Ma la vera sfida non è inseguire ogni richiesta, ma far crescere la capacità commerciale di raccogliere queste informazioni in modo strutturato. Oggi gli strumenti software permettono di creare soluzioni su misura con costi ridotti e risultati migliori rispetto al passato, un po’ come una “stampante 3D” che realizza pezzi personalizzati. Invece di cercare un pezzo introvabile o adattarne uno standard, lo si progetta e lo si produce esattamente come serve, in tempi brevi e a costi contenuti. Nel software sta accadendo qualcosa di simile: non siamo più vincolati a gestionali o CRM “uguali per tutti”, ma possiamo sviluppare strumenti modellati sulle esigenze specifiche dei clienti, con risultati migliori e maggiore flessibilità.
Per sfruttare questa opportunità, è fondamentale che il commerciale sappia ascoltare il mercato e riportare ciò che serve davvero, così da sviluppare prodotti che rispondano con precisione alle necessità dei partner.
Intervistatore: Capisco, ascoltare il mercato e creare soluzioni personalizzate è fondamentale. Guardando invece al futuro, quali traguardi strategici si pone s-mart per il 2026 e come si collegano alla sua visione di lungo periodo?
Andrea Bettoni: L’obiettivo di s-mart verso il mercato è permettere ai rivenditori che lavorano con micro, piccole e piccolissime imprese di vendere cybersecurity in modo semplice e sostenibile. La sicurezza, infatti, non è fatta solo di strumenti tecnici ma soprattutto di organizzazione, e il nostro ruolo è trasformare questa organizzazione in servizi accessibili.
Il contesto italiano rende la sfida particolarmente complessa: il 98% delle aziende è composto da nano e microimprese (con meno di 10 dipendenti), realtà che non possono sostenere investimenti importanti e che spesso non hanno consapevolezza del proprio rischio digitale. Per loro, la cybersecurity non è irraggiungibile per mancanza di cultura, ma per mancanza di budget.
La visione di s-mart, quindi, è rendere possibile ciò che oggi sembra fuori portata: aiutare anche le aziende più piccole a raggiungere un livello di sicurezza e conformità adeguato, per far sì che possano proteggere i propri dati e rimanere operative, più ancora che evitare sanzioni.
Intervistatore: La visione è chiara, possiamo quindi dedurre che il 2026 porterà nuove iniziative o progetti chiave per raggiungere questi obiettivi?
Andrea Bettoni: Grazie per l’ottima domanda. Assolutamente sì, il 2026 sarà un anno centrale, perché segnerà la piena maturazione di Bastione.cloud. Si tratta di un nuovo strumento che abbiamo già messo a punto ma che continueremo a perfezionare e semplificare nel corso del prossimo anno. Lo considero la più grande opportunità strategica che abbiamo mai avuto nel nostro percorso di distribuzione.
Bastione.cloud nasce da una riflessione molto semplice ma profonda: oggi la cybersecurity è percepita come qualcosa di complesso, costoso e riservato a pochi. In realtà riguarda tutti, ma il mercato continua a parlarne con un linguaggio incomprensibile e con modelli economici spesso insostenibili, soprattutto per le piccole imprese. Bastione.cloud nasce esattamente per colmare questo divario.
Il suo obiettivo è rendere la cybersecurity accessibile su due fronti: da un lato rendere comprensibili a tutti concetti complessi, dall’altro renderli economicamente accessibili anche per chi ha un budget ridotto.
Bastione.cloud è una piattaforma che aiuta aziende e partner a organizzare la sicurezza prima ancora di “fare tecnologia”. Perché la sicurezza informatica, nella pratica, è per gran parte organizzazione, metodo e consapevolezza. Gli strumenti vengono dopo. Se un’azienda capisce come deve organizzarsi, ha già fatto un passo enorme verso la protezione reale.
Un aspetto centrale è la standardizzazione dei processi. Bastione mette a disposizione modelli, template e strutture già pronte che permettono alle aziende di partire subito. Se un’azienda non ha ancora documentazione, può utilizzare questi modelli come base operativa. Se invece ha già policy, regolamenti o procedure interne, può caricarle direttamente in piattaforma: Bastione le analizza e segnala in modo chiaro cosa è presente, cosa manca e cosa può essere migliorato.
Un ulteriore elemento distintivo è l’integrazione con la formazione. Se dalla valutazione emerge che le persone non hanno sufficiente consapevolezza, Bastione.cloud attiva automaticamente i percorsi formativi, tracciando tutto in modo certificato, con data certa e evidenze verificabili. Questo trasforma la formazione da obbligo teorico a parte integrante del processo di sicurezza.
In questo modo Bastione.cloud diventa il sistema operativo della cybersecurity aziendale: organizza, guida, verifica e accompagna la crescita della consapevolezza nel tempo.
C’è poi un tema chiave che rende Bastione.cloud ancora più rilevante: la supply chain. La Direttiva NIS2 ha introdotto un principio molto chiaro: la sicurezza non riguarda più solo il singolo, ma l’intera filiera. Anche le aziende che oggi pensano di non essere coinvolte stanno iniziando a ricevere richieste di evidenze sulla loro organizzazione e protezione dei dati.
Questo crea un effetto a cascata: ogni azienda diventa responsabile anche per i propri fornitori. Bastione.cloud risponde esattamente a questa esigenza, perché permette di dimostrare, in modo semplice e strutturato, come un’azienda è organizzata dal punto di vista della sicurezza. Non solo per evitare le multe, ma prima di tutto per poter continuare a lavorare.
Per i partner, Bastione.cloud rappresenta un cambio di paradigma. Con un unico strumento possono gestire tutti i clienti, produrre report, preventivi personalizzati e attività operative e commerciali, trasformandosi di fatto in MSP strutturati, con un investimento estremamente contenuto.
Il modello è volutamente pensato per essere accessibile e scalabile. Il partner investe in un account unico e può poi utilizzarlo per gestire più clienti, costruire offerte a proprio nome, generare report e preventivi personalizzati, decidendo in autonomia il proprio modello commerciale. Non è solo un gestionale, ma uno strumento che consente di creare valore e marginalità in modo sostenibile.
I primi riscontri sono stati molto significativi. Non parliamo solo dell’adesione ai preordini da parte di numerosi partner, ma anche di feedback arrivati da figure altamente qualificate, come CISO e consulenti che operano quotidianamente su contesti complessi. Il fatto che professionisti abituati a lavorare con soluzioni enterprise riconoscano in Bastione.cloud qualcosa di nuovo e rilevante è una conferma importante: significa che non stiamo replicando ciò che già esiste, ma stiamo introducendo un approccio diverso.
Ad oggi, infatti, non ci viene mai detto “Ah, il vostro fa questo”. Al contrario, la reazione più frequente è sorpresa, seguita da un forte interesse. Questo perché Bastione.cloud non nasce per sostituire strumenti tecnici, ma per colmare un vuoto che il mercato ha sempre ignorato: quello tra la complessità della cybersecurity e la capacità reale delle aziende di gestirla.
Intervistatore: Oltre Bastione, il network s-mart ha in mente altre novità, altri prodotti?
Andrea Bettoni: Assolutamente. L’obiettivo di s-mart è ambizioso: rilasciare un nuovo prodotto al mese, sviluppato internamente. Al momento stiamo riuscendo a mantenere questo ritmo. Da agosto in poi sono nati Navigabile, oggi il nostro prodotto più comprato esternamente, Bastione e Campus Digitale.
Intervistatore: L’offerta s-mart continuerà quindi ad ampliarsi anche nel 2026. Ultima domanda. Con la fine del 2025, quale messaggio desideri rivolgere ai partner, ai clienti e a chi segue s-mart?
Il mio pensiero di fine anno è semplice: il 2026 si prospetta un anno di straordinarie opportunità per chi opera nel mondo dell’informatica. Le nuove normative, l’evoluzione dell’intelligenza artificiale e il crescente livello di minacce informatiche rendono questo momento unico. Sarà un’occasione irripetibile per crescere, innovare e fare davvero la differenza.
Il mio augurio è che tutti sappiano cogliere queste opportunità.
Intervistatore: Andrea, grazie per questa chiacchierata. E’ stato un piacere ascoltarti.
Andrea Bettoni: grazie a te per l’intervista e buon anno a tutti.



