Falsi miti sul backup: sfatiamoli! Per un professionista IT, il backup non è una semplice “copia di sicurezza”, ma l’ultima linea di difesa in una strategia di Cyber Resilience. Oggi la questione non è la ridondanza dell’hardware, ma la persistenza, l’immutabilità e l’integrità del dato nel tempo.

Eppure, resistono ancora dei falsi miti sul backup che mettono a rischio la sicurezza aziendale. Spesso il freno non è la mancanza di budget del cliente, ma l’incapacità di scardinare obiezioni tecniche o il timore del rivenditore di appesantire la propria struttura di assistenza. Analizziamo le leggende metropolitane più comuni da un punto di vista puramente tecnico e strategico.

Per approfondire > L’Importanza del backup per le aziende: preparati per il World Backup Day!

Falsi miti sul backup: la verità tecnica dietro le “scuse” dei tuoi clienti

1. Il “mito dello specchio”: perché la sincronizzazione non è un backup

Molte PMI vivono nella pericolosa illusione che avere i file su OneDrive, Dropbox o Google Drive equivalga ad avere un backup. La realtà tecnica è che la sincronizzazione è un meccanismo di disponibilità, non di protezione.

Dobbiamo essere chiari: la sincronizzazione è uno specchio. Se un utente cancella per errore una cartella o, peggio, se un ransomware inizia a criptare i file sul server locale, lo “specchio” replicherà fedelmente l’azione sul Cloud in tempo reale. Il risultato? L’azienda avrà i file criptati o distrutti ovunque, contemporaneamente. Senza un vero Point-in-Time Recovery (PITR), ovvero la capacità di riportare l’intero sistema a un istante precedente all’infezione, la sincronizzazione non è altro che un velocissimo veicolo di propagazione del danno.

2. RAID vs Backup: non confondere la “macchina accesa” con il “dato salvo”

Questo è il falso mito preferito dai clienti che hanno investito in un NAS (un dispositivo di archiviazione che rende i dati sempre disponibili) o in un server con dischi in mirroring (RAID 1 o 5). Si sentono al sicuro perché “se si rompe un disco, c’è l’altro”.

Qui l’MSP deve sbattere la verità sul tavolo: il RAID garantisce solo la continuità operativa hardware. Serve a mantenere il server acceso se un disco muore meccanicamente. Ma il RAID non offre alcuna protezione contro:

  • il fattore umano: se un file viene sovrascritto, il RAID scrive l’errore su entrambi i dischi;
  • il disastro fisico: se il server viene rubato, prende fuoco o subisce uno sbalzo elettrico, il RAID muore con la macchina. Il RAID non è un backup perché i dati risiedono fisicamente sullo stesso controller e nello stesso luogo. Solo una strategia 3-2-1 con un repository off-site (remoto) garantisce che tu possa ripristinare il business del cliente quando l’hardware locale non funziona più.

3. L’equivoco della responsabilità condivisa: il Cloud non è una polizza assicurativa

Esiste un bias cognitivo devastante secondo cui, una volta spostati i dati sui server di un colosso (Microsoft, Google, AWS), la responsabilità della loro integrità passi a loro.

La verità è che spesso questi colossi utilizzano modelli di responsabilità condivisa. Microsoft garantisce l’uptime dell’infrastruttura, ovvero che il serivizo sia acceso, alimentato e connesso, ma la protezione, il versioning e la conformità dei dati sono a totale carico del cliente (e quindi tuo). Come abbiamo già spiegato nel nostro approfondimento sul falso mito del backup Microsoft 365, ignorare questo gap espone te a una responsabilità professionale indifendibile e il tuo cliente a un data loss definitivo. Se Microsoft cancella accidentalmente una mailbox o un account viene compromesso, senza un backup esterno, quei dati sono persi per sempre.

Sfatare le resistenze dei rivenditori: trasformare l’assistenza in profitto

4. “Il cliente non vuole pagare un canone ricorrente”

Molti rivenditori temono che il passaggio ad un canone ricorrente spaventi le PMI abituate a “comprare il disco una volta sola”.

La verità è che il cliente non ha paura del canone, ha paura del disastro. Sposta la conversazione dal “costo del software” al costo del fermo macchina. Quanto costa a quell’azienda stare ferma tre giorni? Molto più di un canone annuo. Proporre un servizio gestito significa vendere Business Continuity, trasformando una vendita one-shot in una rendita ricorrente.

Per approfondire > Soluzioni di backup: come vendere business continuity e aumentare il valore per i clienti

5. “Gestire i backup di decine di clienti mi toglie troppo tempo tecnico”

Il timore è che vendere più backup significhi passare le mattinate a controllare log, erodendo il margine operativo.

Questo scenario si verifica solo se si utilizzano strumenti non professionali. La centralizzazione è la chiave di volta: utilizzando una console professionale multi-tenant, è possibile monitorare 50 clienti in 5 minuti. L’automazione trasforma il tempo tecnico in un asset di scalabilità: meno tempo sui log, più tempo sulla strategia.

Backup: le soluzioni s-mart da proporre ai tuoi clienti

s-mart mette a tua disposizione due strumenti progettati per le diverse esigenze del mercato IT:

BackApp: il backup adatto anche per le PMI

BackApp è la soluzione progettata per le PMI che vogliono protezione totale senza complicazioni tecniche. È lo strumento ideale per azzerare i rischi derivanti da errori umani, guasti hardware o attacchi software.

Perché sceglierlo: è una soluzione “zero pensieri”. Il setup è immediato e la gestione è semplificata al massimo.

Il vantaggio economico: trasparenza totale. Non ci sono costi nascosti o licenze per utente: si paga solo in base allo storage acquistato. Questo ti permette di avere margini chiari e una gestione dei costi estremamente prevedibile.

StrongBox Cloud Pro: la protezione evoluta e flessibile

StrongBox Cloud Pro è la soluzione BaaS pensata per le aziende che necessitano di una pianificazione del backup strutturata e di un ripristino tempestivo dei dati.

Perché sceglierlo: è perfetto per i clienti che hanno bisogno di flessibilità. StrongBox offre diversi profili (Home, Business e Deep Freeze) per adattarsi a ogni tipo di dato, inclusi gli archivi “freddi” a lungo termine.

ll vantaggio strategico: ti permette di gestire la protezione in modo granulare, riducendo i costi IT del cliente e ottimizzando i tempi di ripristino (RTO). È il futuro della protezione cloud per chi vuole offrire un servizio di “Data Resilience” di alto livello.

Per approfondire > Backup gestito: GDC Informatica e StrongBox Cloud Pro, un ripristino da manuale

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Il vero salto di qualità per il tuo business IT è imparare a trasformare una necessità tecnica in un modello di profitto costante e prevedibile.

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